tratto da "ilgiornale"
--
«Sentire queste cifre è qualcosa di anormale, che mi dà fastidio. Personalmente non capisco come si possano spendere 90 milioni di euro per un giocatore» la solenne scomunica del presidente dell’Uefa: ogni riferimento a Cristiano Ronaldo e all’affare del secolo è voluto, con l’aggiunta di un codicillo che accende i riflettori sul bilancio madridista. «Ma i club che realizzano questi colpi sul mercato hanno davvero il denaro per farlo?» è la domanda fintamente ingenua del dirigente francese. Dagli interrogativi, pertinenti, Platini è passato al progetto, difficile da realizzare. Già, perché l’idea è quella di procedere a un salary cap per i calciatori e al tetto degli acquisti per i club che vogliono partecipare alle coppe. Fissato, sulla carta, il principio ispiratore della riforma Uefa: «Bisogna ricompensare quei club che non vivono al di sopra dei loro mezzi economici, ingaggi e trasferimenti devono diventare cifre proporzionate agli introiti generali». Tutto giusto, a parole. Le società possono spendere quel che fatturano e non iscrivere a bilancio debiti dovuti a anticipazioni dei propri patron (è il caso di Manchester, Chelsea e Liverpool), oppure chiedere e ottenere dall’azionista di riferimento assegni a copertura del disavanzo (è il caso di Inter e Milan, più Moratti che Berlusconi in verità).
----
Michel Platini, presidente UEFA ha tuonato contro i presidenti dal “portafoglio facile” sfoderando due ipotesi legislative che finalmente metterebbero alla corda chi bivacca tra plusvalenze false, gonfiate e pacchianamente taroccate.
Lo dice chiaramente; le società devono spendere in base ai loro guadagni e in base alla media degli introiti del settore.
Non mi soffermo sulla moralità o meno degli ingaggi, in quanto in un libero mercato il prezzo è determinato tra domanda e l’offerta.
Se un giocatore vale 90 milioni di euro vuol dire che qualcuno è disposto a spenderli, da questo punto di vista Amen.
Però, come già accade negli sport americani, diventa necessario mettere i tetti salariali.
Vuol dire porre un limite non solo al calcio mercato in se, ma soprattutto agli ingaggi dei giocatori.
Forse sarà la volta buona per porre fino a degli aborti calcistici tipo quelli visti in questo ultimo anno, dove si dilapidano milioni di euro per tenere a casa un allenatore per poi spenderli ancora di più per un nuovo che nonostante faccia peggio del precedente viene ricompensato con un'altra manciatina di milioni di euro.
Non se ne può più
Intanto nella Saras di moratti degli operai sono morti. Anche se ai media questa storia non sembra piacere motlo.
Lo dice chiaramente; le società devono spendere in base ai loro guadagni e in base alla media degli introiti del settore.
Non mi soffermo sulla moralità o meno degli ingaggi, in quanto in un libero mercato il prezzo è determinato tra domanda e l’offerta.
Se un giocatore vale 90 milioni di euro vuol dire che qualcuno è disposto a spenderli, da questo punto di vista Amen.
Però, come già accade negli sport americani, diventa necessario mettere i tetti salariali.
Vuol dire porre un limite non solo al calcio mercato in se, ma soprattutto agli ingaggi dei giocatori.
Forse sarà la volta buona per porre fino a degli aborti calcistici tipo quelli visti in questo ultimo anno, dove si dilapidano milioni di euro per tenere a casa un allenatore per poi spenderli ancora di più per un nuovo che nonostante faccia peggio del precedente viene ricompensato con un'altra manciatina di milioni di euro.
Non se ne può più
Intanto nella Saras di moratti degli operai sono morti. Anche se ai media questa storia non sembra piacere motlo.



2 commenti:
Mi sa che anche la famiglia Moratti si è stancata di quel pargolo (Massimo) a cui hanno dato in mano l'Inter, pur di non combinare disastri...
Un abbraccio
Parliamo del mercato galactico italiano?! Si litiga x gente come Grosso,Cruz e Ledesma mentre nelle altre nazioni si comprano Kakà Ronaldo e Villa...mah! ciao ciao
Posta un commento