Caro
Antonio
Molti
ti hanno chiamato il predestinato e per certi versi avevano ragione, alla fine
hai ottenuto quello che avevi sempre desiderato, vincere alla guida della tua
Juventus.
Hai
vinto due scudetti “all’esordio” in largo anticipo sui programmi stabiliti con
Andrea Agnelli e Marotta, programmi che prevedevano il titolo alla terza
stagione.
Hai
avuto tra le mani il miglior organico dal 2006 e hai avuto in rosa giocatori
che sotto la tua guida sono esplosi, come Vidal e Pogba.
Capisco
che il sogno si chiama Champions, ma i sogni non si realizzano con gli
ultimatum, viceversa si costruiscono con l’impegno e il lavoro giorno dopo
giorno.
L’equazione
“campioni = Champions” non è sempre corretta, anzi, lo è quasi di rado. Ti invito
a riflettere sulle corazzate di Lippi e Capello che in Europa hanno quasi
sempre fallito senza lasciare il segno.
Ti
invito, altresì, a considerare le due partite tre Barcellona e Bayern, gli
spagnoli non mancavano certo di top player, nonostante ciò né hanno presi sette
uscendo malissimo dalla Champions.
Misurarsi
con le grandi d’Europa non è cosa facile, ma per competere non bastano i grandi
nomi, necessita invece una grandissima forza e forma atletica al servizio di un
gioco fresco e corale. E mi dispiace dirlo, ma da questo punto di vista la
tua/nostra Juve difetta clamorosamente.
In
questi due anni lo schema base della Juve è stato palla a Pirlo che smistava
agli esterni o verticalizzava per gli attaccanti, questa struttura di gioco poteva
bastare per un po’ in Italia, ma all’estero non funziona e il gioco corale e
spumeggiante del Bayern né è la dimostrazione.
Questo
deve essere il tuo lavoro in questa stagione e nelle venture, rendere la rosa
atleticamente forte per tutta la stagione e dotarla di varianti tecniche che
permettano lo sviluppo di un gioco corale, fresco e dinamico, altrimenti la
Champions la vinceranno sempre gli altri.
Stai
già scrivendo la storia del club, due scudetti all’esordio in panchina con una
squadra che veniva da 5 anni di inferno dantesco, condito da umilianti settimi
posti.
Puoi
continuare a scriverla e potrai diventare leggenda, ma tutto necessita di
tempo, lavoro e sacrifici.
Quindi
pur condividendo la sostanza delle tue richieste, mantieni saldo il timone
della nave bianconera ancora a lungo, eri capitano in campo ed ora lo sei in
panca.
